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20 Aprile 1998
Vidi i preparativi che si svolgevano a Mithril Hall, preparativi per la guerra, poichè, sebbene noi, e in particolar modo Cattie-brie, avessimo inflitto al Casato dei Baenre una cocente sconfitta a Menzoberranzan, nessuno di noi dubitava che gli elfi scuri avrebbero attraversato la nostra strada ancora una volta. Soprattutto, Matrona Baenre era enormemente irata, e avendo trascorso la mia giovinezza a Menzoberranzan, sapevo che non era un bene avere come nemica la prima matrona madre.
Nonostante ciò, mi piaceva quello che vedevo nella fortezza dei nani. Soprattutto, mi rallegrai alla vista di Bruenor Martello di Guerra.
Bruenor! Mio più caro amico. Il nano al cui fianco ho combattuto sin dai giorni della Valle del Vento Ghiacciato - giorni che sembrano veramente molto lontani! Avevo paura che lo spirito di Bruenor fosse stato spezzato per sempre quando Wulfgar cadde, che il fuoco che aveva guidato questo nano, il più testardo fra i nani, oltre ostacoli apparentemente insormontabili nel suo tentativo di riconquistare la sua patria perduta si fosse per sempre estinto. Ma non era così, imparai in quei giorno di preparazione. Le cicatrici fisiche di Bruenor erano più profonde adesso - il suo occhio sinistro era perduto, e una linea bluastra correva diagonalmente attraverso il suo viso dalla fronte alla mascella - ma le fiamme del suo spirito erano state riaccese, e bruciavano brillanti dietro al suo occhio sano.
21 Aprile 1998
Bruenor diresse i preparativi, dal dare il suo consenso ai progetti delle fortificazioni che venivano costruite nei tunnel inferiori al mandare emissari nei vicini insediamenti alla ricerca di alleati. Non chiese aiuto nel prendere decisioni, e non ne aveva bisogno, poichè lui era Bruenor, ottavo re di Mithril Hall, veterano di mille avventure, un nano che aveva conquistato il suo titolo.
Adesso il suo dolore era passato; era re di nuovo, per la gioia dei suoi amici e dei suoi sudditi. "Che vengano i dannati drow!" Bruenor ringhiava spesso, e annuiva sempre verso di me se ero nei paraggi, come per ricordarmi che non si riferiva a me.
In verità, quel determinato urlo di guerra di Bruenor Martello di Guerra è stata una delle cose più piacevoli che io abbia mai sentito.
Cosa è stato, mi chiedevo, che ha sollevato questo nano afflitto dalla sua disperazione? E non riguardava solo Bruenor; tutt'intorno a me vedevo un grande eccitamento, nei nani, in Catti-brie, perfino in Regis, sebbene il nanerottolo conoscesse meglio come prepararsi per il pranzo o per un sonnellino piuttosto che per la guerra. Anch'io lo sentivo. Quella fremente anticipazione, quel cameratismo che faceva sì che io e tutti gli altri ci scambiassimo pacche sulle spalle, e lodassimo anche la più semplice aggiunta alle normali difese, e unissimo le nostre voci in urla di incoraggiamento ogni volta che venivano annunciate buone notizie.
Cos'era ? Era di più che una paura comune, di più che ringraziare per ciò che avevamo pensando che presto ci sarebbe potuto essere portato via. Non lo capivo allora, in quei momenti di parossismo, nell'euforia della frenetica preparazione. Adesso, guardando al passato, è una cosa facile da riconoscere.
Era speranza.
Per ogni essere pensante, non c'è emozione più importante della speranza. Individualmente o collettivamente, dobbiamo sperare che il futuro sarà migliore del passato, che i nostri figli, e i nostri nipoti, saranno un po' più vicini alla nostra società ideale, quale che sia la nostra concezione di essa. Certamente la speranza per il futuro di un guerriero barbaro potrà essere differente da quella che alberga nell'immaginazione di un pacifico contadino. E un nano non cercherebbe mai di vivere in un mondo che assomiglia al mondo ideale di un elfo! Ma la speranza in sè non è così diversa. É in quei momenti in cui sentiamo che stiamo contribuendo a quell'ultimo fine, come accadde a Mithril Hall quando credevamo che la battaglia con Menzoberranzan sarebbe presto scoppiata - che avremmo sconfitto gli elfi scuri e avremmo posto fine, una volta per tutte, alla minaccia della città sotterranea - che sentiamo la vera gioia.
La speranza è la chiave. Il futuro sarà migliore del passato, o del presente. Senza questa convinzione, esiste solo l'intemperante, ultimo vuoto sforzo del presente, come nella società drow, oppure la semplice disperazione, i momenti della vita sprecati nell'attesa della morte.
Bruenor aveva trovato un motivo - tutti noi l'avevamo trovato - e non sono mai stato così vivo come in quei giorni di preparazione a Mithril Hall.
-- Drizzt Do'Urden
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